lunedì 8 gennaio 2018

L'anno è nuovo. E le bufale?

Iniziamo un nuovo anno, che ci auguriamo migliore del precedente, ma temo che le bufale saranno solo variazioni di quelle di sempre, purtroppo…
La ‘notiziona’ del primo gennaio è l’obbligo di far pagare ai consumatori anche i sacchettini usati per la pesa di frutta e verdura. Ovviamente si tratta di una tassa (???) introdotta per favorire l’amico del governo di turno (!!!). L’evidente ovvietà che quei sacchetti li abbiamo sempre pagati, e che la legge (legata ad una direttiva europea) non fa altro che rendere evidente un costo per stimolare un uso consapevole della plastica non scalfisce le granitiche certezze di chi ha deciso che esiste il complotto, sempre!
Non che manchino i punti dolenti della normativa (sembra sia impossibile scrivere in modo chiaro leggi del tutto sensate), ma vale sempre il concetto che prima di fidarsi dell’interpretazione del politico di turno è opportuno leggersi le fonti, nel caso specifico la direttiva 2015/720 (1), scritta dalla comunità europea sulla base di disposizioni italiane sull’ambiente che all’epoca erano all’avanguardia. Peccato che poi ci dimentichiamo di ratificare le direttive… e dobbiamo fare le cose di corsa.
Inoltre questa direttiva integra una legge precedente, quella che negli anni Novanta obbligò i supermercati a farci pagare i sacchetti della spesa. Anche allora ci furono lamentele, ma senza il supporto di Internet e dei social non ebbero l’impatto che vediamo oggi.
Cambiamo sacchetto, pardon, argomento: il CICAP ha pubblicato l’annuale verifica delle previsioni astrologiche (2). Non vi stupirà scoprire che anche nel 2017 le diverse catastrofi e fini del mondo annunciate non si sono avverate, mentre nessuno ha predetto l’attentato di Manchester o la terza gravidanza di Kate Middleton. O meglio, essendo gli oroscopi scritti volutamente in maniera fumosa, qualcuno può anche vantare qualche opinabile previsione, visibile solo a posteriori. Eh, in quel modo son capaci tutti!
Indiscrezione di fine 2017: pare che il presidente USA abbia deciso di ridurre l’estensione di alcune riserve naturali americane (3), in modo da poterne sfruttare le risorse. Spero non sia vero, in quanto in generale stiamo sfruttando troppo il nostro povero pianeta, e dovremmo usare meglio le risorse che abbiamo senza cercarne altre. Magari pagare i sacchetti ci renderà un po’ più consapevoli…
Gli amici del CICAP Piemonte hanno iniziato a pubblicare delle brevi news tratte dall’archivio dell’associazione, ribattezzate ‘Giandujotti scettici’. Ed il secondo ‘cioccolatino’ (4) tratta di un vecchio caso avvenuto a Novi Ligure nel 1937: alberi luminosi! La spiegazione esisteva, e fu data dall’Istituto Botanico di Torino… ma vi lascio il piacere di svelare l’arcano leggendo il giandujotto oppure quanto verrà pubblicato sul prossimo numero de Il Novese.
E per finire, vi anticipo che venerdì 19 gennaio avremo una Razionale Alcoolica su un tema da paura (5): i vampiri! Come al solito ci ospita il Dorian Gray Bistrot in via Roma a Novi Ligure, ed introdurrà la serata Cinzia Catalani, psicologa di Torino appassionata di temi horror.
Alla prossima!

venerdì 29 dicembre 2017

Messaggio di fine anno...

E' stato un anno interessante, anche se non ho scritto molto, solo una trentina di post.

Ho festeggiato i miei 55 anni, i 33 anni di matrimonio con quella santa che mi sopporta, la maggiore età di quello spilungone di nostro figlio, che non è più 'il clone', ora ha un'impronta decisamente personale. Ah, anche 10 anni di blog!

Dopo un decennio quale socio CICAP, ho finalmente partecipato al convegno nazionale a Cesena, grande spettacolo di scienza!

A Novi abbiamo iniziato a fare incontri della serie 'Razionale Alcoolica', che si sono dimostrati divertenti. Per contro non abbiamo avuto conferenze in biblioteca, soprattutto per mancanza di punti in comune tra quello che avrei potuto proporre e quello che il pubblico novese preferisce (ma io non ci riesco proprio a parlare di medicina quantistica o di fiori di Bach come se fosse roba seria...).

Una cosa non è cambiata: continuo ad amare quella stupenda cosa chiamata SCIENZA, che ci permette di crescere e progredire. Se non sapete di che parlo, fatevi un regalo: guardate la serie di documentari 'COSMOS'. La trovate su NETFLIX, e la danno in replica su FOCUS.

Vi auguro un 2018 pieno di meraviglia per l'universo.


venerdì 8 dicembre 2017

Cattiva informazione

Recentemente, pur senza volere, su una pagina Facebook novese ho scatenato quella che è stata definita ‘the honey war’. La causa scatenante è stata la mia richiesta delle fonti usate per scrivere un articolo che decantava le virtù di un particolare tipo di miele. Non voglio parlare delle proprietà del miele, discorso comunque complesso ed affascinante, quanto del punto del contendere con l’autrice che pare aver preso la richiesta di fonti come critica al suo articolo.
Perché le fonti sono importanti, e dovrebbero sempre essere citate? Semplicemente per permettere al lettore che voglia approfondire di valutare personalmente l’affidabilità della fonte stessa. E la valutazione delle fonti è uno dei compiti più difficili che chiunque voglia scrivere un articolo di tipo scientifico deve affrontare!
Facciamo un esempio: la famosa rivista scientifica ‘Chemical Fuffar International’ pubblica un articolo dove descrive l’uso di colonie di batteri bioluminescenti per l’illuminazione di edifici privati e pubblici, a firma del prof. John Motefreg della prestigiosa università di Nowhere.
Io a voi scrivo che uno studio ha dimostrato che possiamo usare i batteri per illuminare le case senza consumare energia (ma non vi dico dove lo ho trovato). Wow!!!
Ovviamente ho esagerato nel rendere chiaro che la rivista scientifica è falsa, il professore inesistente e l’università introvabile, ma purtroppo questo succede molto spesso. Ci sono molte ‘pseudoriviste scientifiche’ che pubblicano qualsiasi cosa, basta pagare (1), e ci sono numerosi siti web che millantano ‘prestigiosi centri di ricerche’, ‘importanti istituzioni internazionali’, dotati di ‘comitati scientifici di alto valore’, il tutto confezionato ad arte per supportare questa o quella tesi. Andando però a grattare, si scopre che di ‘prestigioso’ c’è ben poco, mentre abbondano le affermazioni senza prove.
A queste false riviste si aggiungono programmi TV molto poco seri che spacciano opere di fantasia come reali studi scientifici. Lasciando perdere Mistero e Voyager, un triste esempio viene da un canale TV che dovrebbe garantire un minimo di rigore scientifico, Discovery Channel, che ha trasmesso una ’docu-fiction’ sulle sirene. Il link a questa trasmissione sul loro sito non è più funzionante, ma ci sono diversi blog (2 e 3) che hanno parlato della cosa, e in termini abbastanza schietti…
Non parliamo poi delle trasmissioni di pseudo-giornalismo che, per inseguire audience, confezionano servizi terrorizzanti, e distanti anni luce dalla verità. Un esempio recente è il ‘servizio’ fatto da Nadia Toffa delle Iene dove paragona gli esperimenti fatti al Gran Sasso (4) al disastro nucleare di Fukushima. Non so se la Toffa ha fatto coscientemente pessima informazione, oppure se ha solo dimostrato di non avere idea di quello che sta facendo questo gioiello (5) della ricerca italiana ed internazionale…
Insomma, parlare di scienza è difficile, ci sono tanti studi, tante ricerche e spesso quello che arriva al pubblico è parziale, distorto o esagerato. Per noi cittadini può essere un grosso problema poter distinguere da stupidaggini e vera scienza. L’unico consiglio che mi permetto di dare è di cercare sempre le fonti, e di rivolgersi a riviste e siti che hanno una consolidata tradizione e reputazione di correttezza, come il CICAP (6), Oggiscienza (7), Le Scienze (8). Anche loro sbagliano, ma quando succede lo ammettono e ritrattano, e soprattutto mettono le fonti!
A proposito dei batteri bioluminescenti che ho citato prima: esistono, anche se non servono ad illuminare casa, e gli studi sulla GFP (proteina fluorescente verde) hanno fatto vincere il Nobel per la chimica del 2008 a Shimomura, Chalfie, and Tsien (9). Quelli sono studi veri, pubblicati su riviste serie, riproducibili e giustamente premiati!
Buone Feste ed alla prossima!
P.S.: aggiungo il mio personale plauso ai ragazzi della 5° E del Liceo Amaldi per la loro decisione di vaccinarsi in massa contro l’influenza per difendere il loro compagno che ha un sistema immunitario molto debole per le cure antitumorali che sta facendo (10). Bravissimi!!!
Foto tratta dalla presentazione del Dott. Tsien disponibile nel sito del premio Nobel.
  1. https://www.wired.it/scienza/lab/2013/12/27/le-migliori-bufale-scientifiche-del-2013/
  2. https://emiliogiulio.com/2013/06/24/sirene-il-mistero-svelato-e-la-bufala-servita/
  3. https://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-scoperta-da-un-documentario.html
  4. https://oggiscienza.it/2017/12/04/esperimento-sox-laboratori-nazionali-gran-sasso-sicuro/
  5. https://oggiscienza.it/2017/12/05/esperimento-sox-laboratori-gran-sasso/
  6. https://www.cicap.org/n/index.php
  7. https://oggiscienza.it/
  8. http://www.lescienze.it/
  9. http://home.sandiego.edu/~cloer/nobel08.html
  10. http://novionline.alessandrianews.it/novi-ligure/vaccini-153678.html

lunedì 4 dicembre 2017

Pale blue dot.

 
The Pale Blue Dot è una fotografia della Terra, scattata nel 1990 dalla sonda spaziale Voyager 1 quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza, che mette in evidenza quanto minuscolo sia il nostro pianeta contro la vastità dello spazio.
Questa foto ispirò il seguente toccante brano di Carl Sagan.
«Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse.
Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita.
L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole.
La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino.
Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida.
Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo.
Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.»

sabato 18 novembre 2017

Veggenti...

Ecco, che a me arrivi un messaggio come quello che potete leggere nell'immagine rende evidente in modo quasi imbarazzante quanto questi sedicenti veggenti siano in realtà solo dei ciarlatani che speculano sui guai della gente, senza nessun reale potere di 'veggenza'.

A fare venire i brividi è il constatare che, purtroppo, esistono persone che non esitano a sfruttare per il loro tornaconto il bisogno profondo che abbiamo di sicurezza, di risposte (facili) ai problemi che tutti dobbiamo affrontare quotidianamente.

Questa email, ricevuta oggi, rende ancora più importante, e più interessante, il tema della Razionale Alcoolica che si terrà a Novi Ligure il prossimo 30 Novembre.

Sarà un'occasione per parlare con Bernard Hoffman dei metodi e delle ragioni che portano tante persone a consultare carte e santoni, davanti ad un ottimo piatto preparato dallo chef Andrea del Dorian Gray Bistrot, sorseggiando un'ottima birra artigianale.

A questo link l'evento Facebook della serata, dove troverete tutti i dettagli e presto anche il menù che ci proporranno Laura e Andrea.

Vi aspettiamo numerosi!




mercoledì 15 novembre 2017

Fantasmi a Novi!!!

Venerdì sera. Anzi, Venerdì 17 sera... Novembre... Quale momento migliore per parlare allegramente di FANTASMI?

Andrea Vignoli ed Enrico Repetto ci intratterranno parlando di spiriti di novesi (e magari non novesi) che furono, mentre io cercherò di non farmi - e farvi - prendere dal panico. Ma... a serata finita riusciremo ad affrontare la notte per tornare a casa?

L'incontro, che si terrà Venerdì 17 Novembre 2017 dalle ore 21 alle ore 23 presso il Dorian Gray Bistrot in Via Roma a Novi Ligure, ricade nella ormai tradizionale GAS - Giornata Anti Superstizione promossa ogni venerdì 17 dal CICAP.

L'ingresso è libero, è gradita una consumazione.


mercoledì 8 novembre 2017

10 anni!!!

Ma guarda! Giusto oggi, nel 2007, iniziava l'avventura di questo blogghetto di provincia, con un post sugli UFO.

Da allora, 530 post (questo è 531°), quasi 382 mila pagine viste, ed un paio di minacce di querela...

Grazie a tutti voi!!!

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Orchidee ed evoluzione


Siccome è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare, dico subito che questo post è pesantemente basato su post trovati in rete, che trovate citati in fondo ai punti 1 e 2, insieme ad altri link di approfondimento.

Credo tutti voi conosciate Charles Darwin (3), noto per il libro ‘L’origine delle specie’ (pubblicato nel 1859) scritto dopo un lungo viaggio come naturalista di bordo durante il secondo viaggio della HMS Beagle (4), dal dicembre 1831 all’ottobre 1836. Con questo suo lavoro Darwin ha definito la teoria dell’evoluzione che, detto per inciso, è stata più volte verificata e si è dimostrata essere fondamentalmente corretta.

Sir Charles ha scritto anche altri libri, uno dei quali pubblicato nel 1862: I vari espedienti mediante i quali le orchidee vengono impollinate dagli insetti.

Nel Gennaio del 1862 Robert Bateman inviò a Darwin, che stava allora scrivendo il libro appena citato, alcuni esemplari dell’orchidea Angraecum sesquipedale, una pianta endemica delle foreste pluviali del Madagascar conosciuta come orchidea cometa. Quando il naturalista posò gli occhi su A. sesquipedale, fu sorpreso dalla straordinaria lunghezza dei suoi nettarii tubulari, che stimò essere di circa trenta centimetri. Ecco cosa scrisse Darwin a riguardo nel suo libro sulle orchidee.

Questa specie, i cui grandi fiori esameri, simili a stelle formate di candida cera, hanno destato nel Madagascar l’ammirazione dei viaggiatori, non può non essere notata. Sotto il labello pende al basso un nettario verde di straordinaria lunghezza e simile ad una frusta. In parecchi fiori, che mi furono spediti dal signor Bateman, ho trovato nettarii lunghi undici pollici e mezzo, e solo la porzione inferiore fino alla lunghezza di un pollice e mezzo ripiena di nettare. Si può domandare, a quale scopo possa servire un nettario di una lunghezza tanto sproporzionata. Io penso che noi arriveremo a persuaderci, che la fecondazione della pianta è condizionata ad una tale lunghezza e alla presenza del nettare solo nella porzione inferiore. Restiamo stupiti che un insetto qualsiasi possa essere capace di raggiungere questo nettare. Le nostre specie inglesi di Sphingidae hanno proboscidi lunghe quanto il loro corpo; ma nel Madagascar devono esistere farfalle notturne la cui proboscide può essere allungata sino a dieci o undici pollici!

Come sarebbe a dire, una farfalla con una spirotromba lunga 30 centimetri? Ma Charles era forse impazzito?

Con il termine spirotromba si indica l’apparato boccale di farfalle e falene, costituisce una vera e propria proboscide che viene utilizzata per succhiare il nettare. La spirotromba non rappresenta solo l’apparato che permette ai lepidotteri di nutrirsi, ma anche lo strumento con cui le piante riescono a farsi impollinare, in quella che prende il nome di impollinazione entomofila.

Darwin dimostrò che i lunghi nettarii delle orchidee servivano all’impollinazione facendo un semplice esperimento. Prese un cilindro e lo inserì per tutta la lunghezza del nettario, lo tolse e notò che il polline aveva aderito al cilindro. Quando reinserì il cilindro, i pollini si attaccarono allo stigma, la struttura deputata alla ricezione del polline. Nell’orchidea di Darwin il nettare si trova in fondo al nettario, la falena attirata dalla sostanza zuccherina è costretta quindi ad inserire la spirotromba per tutta la sua lunghezza, massimizzando le probabilità che del polline vi rimanga attaccato.

Anche se Darwin aveva dato una dimostrazione empirica del processo di impollinazione di queste orchidee, eravamo ancora nel campo delle congetture. Nessuno aveva mai trovato un insetto con quelle caratteristiche.

La dimostrazione della correttezza del ragionamento di Darwin venne solo 40 anni dopo, e 20 anni dopo la morte del naturalista. La falena a lungo ricercata, e già Alfred Wallace nel 1871, Xanthopan morganii, della famiglia delle Sphingidae, fu trovata nel 1903 dagli entomologi Lionel Walter Rothschild e Karl Jordan.

È un vero e proprio spettacolo osservare come la loro spirotromba, inizialmente ripiegata in una sorta di spirale, venga allungata per raggiungere la sostanza zuccherina di cui si nutrono. All’insetto venne aggiunto l’epiteto praedicta in onore della predizione fatta da Darwin quasi 50 anni prima.

Questo curioso caso di storia naturale non solo smentisce coloro che denunciano l’inesistenza di qualsiasi capacità predittiva della teoria dell’evoluzione, ma è un esempio perfetto di adattamento e coevoluzione. Piante da fiore e insetti hanno danzato insieme attraverso le ere della storia dell’evoluzione, adattandosi le une con gli altri, ed è proprio la comprensione di questa relazione che ha consentito a Darwin di immaginare l’esistenza di Xanthopan morganii praedicta.

Alla prossima!










Da http://www.alessandrianews.it/opinioni/


                         Foto tratte da Wikipedia.
Photo by Thérèse Viard Plant cultivated in France, december 2006


Natural History Museum of London

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